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Nonostante la crisi le aziende reggiane sono a caccia di ingegneri

Le aziende reggiane non riescono a trovare ingegneri soprattutto nel campo informatico, mancanza di incontro tra domanda e offerta fa si che in tanti scelgano la strada dell’emigrazione

 


Nonostante la crisi le aziende reggiane sono a caccia di ingegneri

Da un lato la scuola e la formazione superiore, con i suoi corsi, dall’altra un esercito di aziende che secondo i dati resi pubblici dalla testata giornalistica la Gazzetta di Reggio, è alla disperata ricerca di ingegneri da inserire nei propri organigrammi.

La caccia agli ingegneri del futuro è una recente consuetudine ormai diffusa su tutta il territorio nazionale ,a a Reggio, a pochi chilometri dai santuari della formula e una delle due ruote, questa necessità si sente più che altrove.

Nella piccola Sylicon Valley padana sono infatti centinaia le aziende alla caccia disperata di ingegneri e soprattutto di professionisti dell’informatica. Una vera e proprio caccia all’ingegnere che la Gazzetta di Reggio ha illustrato nei giorni sul suo sito internet.

Una richiesta che però non riesce proprio a trovare il punto d’incontro con l’offerta.

La domanda infatti secondo la Gazzetta di Reggio risulta essere superiore all’offerta, e non di poco. Le cause di questo divario sarebbero da ricercare tra scuole, università, preparazione professionale, aziende.

Di queste difficoltà si è parlato nei giorni scorsi a Parma nel corso dell’Itc day organizzato dall’unione industriali parmensi.

Il primo dato esaminato nel corso dell’appuntamento parmense  è quello del numero di ingegneri laureati. Bologna, Parma, Modena e Reggio e Ferrara sono tutte ottime università, tutti atenei presenti nella top ten nazionale ma per svariati motivi vedono spesso sfuggirsi i ragazzi neodiplomati.

Il motivo ? Forse lo scarso appeal delle facoltà di ingegneria a cui servirebbe probabilmente una cura in ambito comunicativo.

Un altro dei problemi e ovviamente, in un periodo di crisi generalizzata, quello dei costi. Per sopperire a questo problema però la soluzione sembra esserci già, l’università di Reggio ha infatti dichiarato che ai diplomati più brillanti che sceglieranno ingegneria verrà pagata la prima rata d’iscrizione

 

Ma da sola l’Università potrà fare ben poco se non verrà “assistita” da una mirata esperienza nelle scuole superiori.  L’ideale, secondo i risultati dell’Itc Day, sarebbe dare vita a una sorta di cantera come: i ragazzi andrebbero seguiti fin dalle superiori, attraverso stages e altre “incursioni” per avvicinare gli studenti alle discipline ingegneristiche.






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