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Piacentini: più trasparenza per il sottosoglia

Piacentini: L’impatto riformatore della nuova normativa rischia di essere vanificato dalla mancata applicazione di principi concepiti per garantire trasparenza e funzionalità del sistema.

 


Piacentini: più trasparenza per il sottosoglia

Dino Piacentini, Presidente dell’Aniem (Associazione delle pmi edili di Confimi Industria), interviene sulle dinamiche che stanno accompagnando l’applicazione del Codice Appalti ed, in particolare, sul recente parere del Consiglio di Stato contrario alla nomina del Presidente esterno nelle commissioni di gara per gli appalti sottosoglia.

Commenta il Presidente di Aniem: “Il ricorso a commissari esterni all’Amministrazione, qualificati e specializzati, è uno dei capisaldi fondamentali della riforma e deve essere applicato anche per gli appalti sottosoglia che, peraltro, sono la stragrande maggioranza. Peraltro gli stessi giudici di Palazzo Spada sostengono di condividere questa soluzione, ma ritengono sia in contrasto con l’attuale normativa. Ebbene non rimaniamo ancora una volta impaludati in labirinti ed interpretazioni normative, se la norma non è chiara, la si modifichi, ma non perdiamo l’opportunità di arrivare all’obiettivo primario, che resta quello di avere un sistema degli appalti moderno, efficiente e trasparente. Restiamo convinti che il Codice approvato 5 mesi fa sia una buona legge e che finalmente crei i presupposti per un cambio strutturale del nostro settore, ma ci sono principi fondamentali che, proprio per il loro carattere positivamente dirompente, devono essere resi concretamente applicabili. E’ ciò che abbiamo chiesto in queste ore alle Commissioni Parlamentari che stanno svolgendo un indagine conoscitiva sull’impatto del nuovo Codice alle quali abbiamo sottoposto un nostro documento propositivo.”

Ci auguriamo– conclude Piacentini –che siano emanati al più presto i decreti e le linee guida ancora mancanti sulla disciplina di aspetti prioritari: sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, sulla direzione lavori, sul responsabile del procedimento, sull’elenco delle opere superspecialistiche, sul rating d’impresa, sulla stessa istituzione dell’Albo Nazionale delle commissioni giudicatrici. Solo allora sarà possibile esprimere una valutazione complessiva sull’impatto del nuovo Codice.






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