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Per il restauro della Villa dei Misteri di Pompei utilizzati i droni ENEA

Per il completo recupero degli ambienti della Villa dei Misteri di Pompei si stanno utilizzando tecnologie molto avanzate fra cui alcuni micro- droni dotati di micro-camera

 


Per il restauro della Villa dei Misteri di Pompei utilizzati i droni ENEA

Per  il completo recupero degli ambienti della Villa dei Misteri di Pompei,  già in parte riaperti alle visite in questi giorni,  si stanno utilizzando  tecnologie molto avanzate fra cui anche micro- droni dotati di una micro-camera. L’intervento attraverso l’uso dei micro droni, è curato e progettato dall’ENEA, assieme agli esperti dell’Unità Tecnica Protezione Sismica e del Laboratorio Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti che stanno collaborando alle indagini per il recupero strutturale di una sezione della famosa domus romana ancora chiusa al pubblico.

La metodologia messa a punto dall'ENEA integra l'utilizzo di tecniche standard per la diagnostica con tecniche innovative di telerilevamento a bassa quota, ovvero droni per l'acquisizione ed elaborazione di immagini ad alta definizione.

L’obiettivo conclamato del progetto targato ENEA è quello di valutare  i necessari interventi di messa in sicurezza, attraverso l'analisi delle vibrazioni e lo studio della dinamica del suolo e delle strutture di copertura. Analisi effettuate anche grazie all’utilizzo di innovativi micro droni progettati dagli ingegneri ENEA.

Al momento l'ENEA , come risulta dalle note stampa ufficiali rilasciate dalla stessa agenzia nazionale per l’energia, ha effettuato una prima parte di indagini e concluso la stesura del piano diagnostico nell’ambito di una convenzione con la Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia avviata dopo il crollo avvenuto all'interno degli scavi nel novembre del 2010.

 

“Attualmente è in corso di definizione una nuova convenzione che prevede l'esecuzione di attività tecnico-scientifiche da parte dell'ENEA” ha affermato il commissario ENEA Federico Testa “necessarie per la progettazione di futuri interventi sulle coperture per verificarne lo stato di conservazione e per la messa a punto di un modello di monitoraggio e diagnosi applicabile anche in altre domus che presentano simili tipologie di copertura”. 






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