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Edilizia

Rifiuti da costruzione e demolizione: normative, obblighi e opportunità

Definizione, gestione, buone pratiche e ciclo vita dei rifiuti da costruzione e da demolizione

Rifiuti da costruzione e demolizione: normative, obblighi e opportunità
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I rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano oltre un terzo di tutti i rifiuti prodotti in Europa. Migliorare la loro gestione e recupero è fondamentale per rendere il settore più sostenibile e creare una vera edilizia circolare.

  1. Come gestire i rifiuti da costruzione e demolizione
  2. Demolizione Selettiva
  3. Piano di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione
  4. Attività di recupero
  5. Smaltimento dei rifiuti
  6. Reimpiego dei rifiuti
  7. Cessazione del rifiuto
  8. Sei un ingegnere? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Definizione, gestione, buone pratiche e ciclo vita dei rifiuti da costruzione e da demolizione

I rifiuti da costruzione e demolizione derivano da attività di costruzione o demolizione e includono materiali come laterizi, murature, frammenti di conglomerati cementizi armati, rivestimenti ceramici, scarti di prefabbricazione in calcestruzzo, frammenti di sovrastrutture stradali o ferroviarie, conglomerati bituminosi fresati, intonaci e allettamenti.

Questi rifiuti appartengono alla categoria dei rifiuti da costruzione e demolizione, classificati come CER 17 secondo la decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000. Tra i codici CER principali troviamo:

  • 170101: cemento
  • 170302: miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 170301
  • 170405: ferro e acciaio
  • 170504: terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 170503
  • 170904: rifiuti misti da costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903

Come gestire i rifiuti da costruzione e demolizione

I rifiuti da costruzione e demolizione sono classificati come rifiuti speciali (art. 184, c.3, lettera b) e devono essere:

  • identificati mediante analisi per l’attribuzione del codice CER;
  • raggruppati nel deposito temporaneo distinti per tipologia;
  • trasportati in proprio o tramite terzi;
  • recuperati mediante procedura semplificata (DM 5.02.1998) o ordinaria;
  • smaltiti in discarica.

Demolizione Selettiva

La demolizione selettiva è un metodo efficace per avviare un processo di economia circolare nei cantieri edili. Consiste nella separazione dei diversi materiali (plastica, legno, metallo, muratura) durante la demolizione dell’edificio. La separazione dei materiali dipende da vari fattori, come la posizione del cantiere, gli spazi disponibili per la raccolta dei rifiuti, le tecniche costruttive e la vicinanza con altre strutture.

La DGRV n. 1773 del 28/08/2012 descrive le modalità operative per la gestione dei rifiuti da attività di costruzione e demolizione, includendo fasi come l’indagine preliminare, la rimozione delle componenti pericolose e riutilizzabili, e la demolizione vera e propria.

Piano di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione

Una corretta gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione prevede una serie di fasi:

  • deposito temporaneo: raggruppamento e deposito preliminare alla raccolta ai fini del trasporto verso un impianto di trattamento (D.Lgs. 152/2006, art. 183, lettera bb);
  • tenuta dei registri: obbligo per le imprese edili di tenere un registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi (D.Lgs 152/06, art. 190);
  • trasporto dei rifiuti: può essere effettuato dal produttore con mezzi propri o da terzi autorizzati.

N.B. L’impresa deve essere iscritta all’Albo Gestori Ambientali nella categoria appropriata.

Attività di recupero

Il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione è regolamentato dal DM 5 febbraio 1998. Le attività di recupero includono la messa in riserva di rifiuti inerti, l’uso per recuperi ambientali, e l’impiego per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali. Le operazioni di recupero devono garantire l’ottenimento di prodotti conformi alla normativa tecnica di settore.

Smaltimento dei rifiuti

Lo smaltimento è l’opzione residuale nella gestione dei rifiuti e comprende il trattamento e il deposito definitivo di rifiuti non ulteriormente valorizzabili. Solitamente si tratta di deposito in discarica, ma può includere anche processi di trattamento preliminari.

Reimpiego dei rifiuti

Per una reale sostenibilità del settore edile, è fondamentale un sistema completo di recupero dei rifiuti, che chiuda il ciclo di vita degli edifici secondo i principi dell’economia circolare. Strumenti digitali come il BIM, i Criteri Ambientali Minimi degli appalti pubblici verdi (GPP), e sistemi costruttivi a secco possono favorire lo sviluppo dell’edilizia circolare.

Cessazione del rifiuto

Un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa criteri specifici (art. 184-ter del D.Lgs 152/06). Il concetto di “end of waste” nasce dalla direttiva 2008/98/CE e prevede che il materiale recuperato sia destinato a scopi specifici, rispetti i requisiti tecnici, e non abbia impatti negativi sull’ambiente o la salute umana.

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