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Cinque donne ingegnere che hanno fatto la Storia

Omlie, Drummond, Jackson, Rother, Tereshkova. Cinque donne ingegnere che hanno fatto la storia dell’ingegneria.

Cinque donne ingegnere che hanno fatto la Storia del mondo!
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Oggi otto marzo, abbiamo pensato di rivisitare la storia e mettere in evidenza alcune delle più famose donne ingegnere della storia. Cinque nomi che hanno contribuito a far avanzare la società e il progresso.

Le 5 donne ingegnere scelte dalla nostra redazione web per omaggiare tutte le colleghe.

  • Phoebe Omlie

Eleanor Roosevelt una volta definì Phoebe Omile come una delle “undici donne i cui successi rendono sicuro dire che il mondo sta progredendo”. Phoebe fù un’innovatrice dell’aviazione americana, particolarmente nota per i suoi successi come una delle prime donne aviatore (seconda solo ad Amelia Earhart). Tuttavia, ciò che rende Phoebe davvero unica fu il fatto di essere la prima donna a ricevere una licenza di meccanico aereo e ad essere nominata a una posizione federale nel campo dell’aviazione.

  • Victoria Drummond

Victoria Drummond è stata una delle prime donne ingegnere, La Drummond ha iniziato la sua carriera nel 1915, seguendo l’ambizione del padre di diventare ingegnere navale. Ha iniziato il suo apprendistato a Perth, in Scozia, e da qui ha poi dato il via all’inizio della sua carriera.

In dieci anni le sue competenze la portarono ad entrare nei ranghi della marina mercantile e qui divenne la prima donna ingegnere navale della storia. Un riconoscimento che porto Victoria a diventare la prima donna membro dell’Institute of Marine Engineers, nonché la prima donna ad essere inclusa nella Hall of Heroes. Durante la seconda guerra mondiale, Victoria prestò servizio in mare come ufficiale di ingegneria nella Marina mercantile britannica.

  • Mary Winston Jackson

Mary Winston Jackson è stata la prima donna afroamericana a lavorare come ingegnere aeronautico per la NASA. Nata in Virginia nel 1921, Mary si guadagnò sul campo il titolo di brillante donne ingegnere. Durante gli anni scolastici e accademici la Jackson si distinse sia in matematica che in scienze, conseguendo una laurea in matematica e una scienze fisiche.

Dopo una serie di lavori, Mary è riuscita a trovare un impiego presso la NASA in Virginia. Durante la presidenza di Franklin D. Roosevelt, fu emesso l’Executive Order 8802, un decreto presidenziale che proibiva la discriminazione all’interno dell’industria della difesa, tuttavia la legge dello stato della Virginia applicava ancora la segregazione sul posto di lavoro. Mary quindi subì in prima persona la segregazione e si affermò nonostante questa. In pochi anni le sue skill la portarono a diventare il primo ingegnere afroamericano della NASA dove dopo 34 anni è riuscita ad ottenere il titolo più alto possibile all’interno del dipartimento di ingegneria.

Nonostante avesse davanti a lei una carriera avviate e (finalmente) spianata la Jackson ha preferito “retrocedersi” a ruoli meno attivi per andare a ricoprire il ruolo di amministratrice nel campo delle pari opportunità.

  • Valentina Tereshkova.

Battendo altri 400 candidati, Valentina Tereshkova è diventata la prima donna ad andare nello spazio, guadagnandosi un prestigio eccezionale entrando nel ristretto (per allora) club delle prime donne ingegnere nel settore aerospaziale.

La Tereshkova si offrì volontaria per il programma spaziale sovietico nel 1961 e sebbene non avesse alcuna esperienza come pilota, fu accettata nel programma grazie ai suoi 126 lanci con il paracadute. Al rientro infatti, i cosmonauti dovevano paracadutarsi dalle loro capsule pochi secondi prima di toccare il suolo al ritorno sulla Terra e questo fecce si che la scelta potesse cadere sulla Tereshkova.

La sua prima missione fu un successo storico, Valentina Tereshkova volò da sola nella sua capsula spaziale una missione che le ha permesso di entrare nei libri di storia come la prima donna nello spazio. Ad oggi, la Tereshkova rimane l’unica donna ad avere portato a termine una missione spaziale in solitaria.

  • Helene Rother

Helene Rother era una rifugiata in fuga dalla Francia occupata dai nazisti, una madre single, e una donna con un coraggio ed una voglia di emergere incredibile. Grazie alle sue skill e al suo impegno nello studio divenne una delle prime donne ingegnere a sviluppare con successo una carriera nell’ingegneria del design. Nel 1943, la Rother si unì allo staff di design degli interni della General Motors (GM) a Detroit, qui si specializzo in design per interni automobilistici e mobili dove si si ritaglio un ruolo da assoluta protagonista.

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