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Prestazioni occasionali senza limiti di tempo e compenso

Prestazioni occasionali senza limiti di tempo e compenso, ma soprattutto senza obbligo di partita IVA

 


Prestazioni occasionali senza limiti di tempo e compenso

Prestazioni occasionali senza limiti di tempo e compenso, ma soprattutto senza obbligo di partita IVA. L’importante decisione che sembra poter sconvolgere il panorama delle professioni tecniche riconosciute in albi professionali è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri un importante documento dal titolo “Professionisti iscritti ad albi e prestazioni occasionali”.

La nota offre una serie di chiarimenti su un aspetto molto importante dell’attività degli iscritti agli albi: la possibilità di svolgere prestazioni occasionali in concomitanza con un rapporto di lavoro dipendente.

Secondo l’analisi svolta dal Centro Studi, per i liberi professionisti iscritti all’albo che intendano espletare un lavoro occasionale, non sussiste il limite temporale entro cui effettuare la prestazione, il limite del compenso e l’obbligo della partita IVA previsto dalla legge. Si tratta di un’eccezione espressamente indicata dalla normativa che regola il lavoro occasionale oltre che un’interpretazione autentica fornita dal legislatore.

Prestazioni occasionali senza limiti di tempo e compenso

Sulla base di quanto stabilito dalla normativa vigente la “collaborazione occasionale” non deve avere durata superiore a 30 giorni e deve prevedere un compenso entro 5.000 euro. Ma la stessa normativa, poco oltre chiarisce che i limiti imposti allo svolgimento della collaborazione occasionale, predisposti per evitare un abuso di tale forma contrattuale, vengono meno per i professionisti iscritti ad un albo professionale, poiché il rischio di abuso in questo caso non sussiste.

Il Centro Studi del CNI, inoltre, riprendendo la normativa sottolinea come l’iscrizione ad un albo professionale non sia da considerarsi come elemento sufficiente a configurare la professione abituale di un’attività, assoggettabile quindi a regime Iva e non sottoponibile a regime di collaborazione occasionale. Di conseguenza, l’iscritto all’albo che non esercita attività di lavoro autonomo, potrà effettuare attività di lavoro occasionale, senza vincolo di subordinazione con il committente, senza i limiti di tempo e di remunerazione imposti dalla normativa, oltre che senza disporre di partita Iva.

La possibilità espressa da questa importante comunicazione sembra rispondere a criteri di ragionevolezza e, per molti versi, incentiva il lavoro. Anche se sotto forma di prestazione occasionale.

Secondo diversi tecnici questa possibilità potrebbe far sviluppare,  e far riprendere a correre dopo anni di crisi, il mercato del mattone.

Da questo punto di vista e per la particolare fattispecie dei professionisti iscritti ad un albo, la normativa è molto chiara.

 

Particolarmente rilevante è la possibilità di non disporre di partita IVA, purché ovviamente le attività svolte siano realmente occasionali ovvero abbiano il carattere dell’eventualità, della secondarietà e dell’episodicità. Resta fermo il principio che per lo svolgimento di lavoro occasionale con compensi superiori a 5.000 euro, i professionisti dovranno iscriversi alla gestione separata Inps per il relativo versamento dei contributi previdenziali.





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