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Eliminazione delle Barriere Architettoniche per non vedenti e ipovedenti: la circolare del CNI

Con la pubblicazione della circolare n.387 del 28 maggio 2019 il Consiglio nazionale degli Ingegneri ha sottoposto all’attenzione degli Ordini territoriali l’importante tematica dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Eliminazione delle Barriere Architettoniche per non vedenti e ipovedenti
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Con la pubblicazione della circolare n.387 del 28 maggio 2019 il Consiglio nazionale degli Ingegneri ha sottoposto all’attenzione degli Ordini territoriali l’importante tematica del superamento delle barriere architettoniche e, in particolare, la necessità di contemplare e approntare idonee soluzioni tecniche ed accorgimenti a favore delle persone non vedenti e ipovedenti al momento di redigere i progetti degli edifici pubblici e di quelli privati aperti al pubblico.

Il tutto prendendo spunto dalla segnalazione inviata al CNI e agli altri Consigli Nazionali delle Professioni tecniche da parte dell’Associazione Disabili Visivi Onlus (ADV ONLUS), in data 5 marzo 2019 e a seguito del cordiale incontro con il Presidente dell’Associazione avvenuto il 14 maggio 2019.

L’“Associazione Disabili Visivi Onlus” pone in primo piano la questione del rispetto della normativa in materia di eliminazione o superamento delle barriere architettoniche, lamentando che ancora oggi “si continua a progettare e a costruire o ristrutturare senza installare gli ausili prescritti per l’orientamento e la sicurezza di non vedenti ed ipovedenti”.

Dopo aver osservato come i numerosissimi inviti agli enti preposti ad adeguare le varie strutture alla normativa vigente tramite singole istanze e richieste di intervento hanno avuto scarso successo, l’Associazione dichiara che “nella stragrande maggioranza” delle asseverazioni rilasciate dai Professionisti è riportata la erronea dichiarazione di aver ottemperato alla eliminazione delle barriere architettoniche per i disabili, “dimenticando che sono disabili anche i non vedenti e gli ipovedenti”.

Si tratta – prosegue la nota – di un equivoco in cui incorrono spesso anche le Autorità pubbliche, dato che persino l’ISTAT – in passato – a proposito dei dati relativi agli edifici scolastici, disegnava un quadro con punte percentuali del 70% di dichiarato rispetto nell’accessibilità per i disabili, quando in realtà la statistica faceva riferimento soltanto ai disabili motori, dimenticando completamente di considerare nella ricerca anche i disabili visivi.

Si sottolinea come il problema riguardi le strutture pubbliche e quelle private aperte al pubblico (banche, centri commerciali, supermercati… ), in cui mancano o sono del tutto insufficienti i percorsi e segnali tattilo-vocali sul piano di calpestio, necessari per l’orientamento e la sicurezza dei non vedenti e degli ipovedenti.

A parere del Consiglio Nazionale il tema sollevato dalla suddetta Associazione appare degno della massima attenzione e deve comportare un supplemento di riflessione per chiunque rivesta un ruolo pubblico e per chi svolge il rilevante e delicato compito della Professione.

Il Consiglio Nazionale ha, in questi anni, come noto, incentivato e promosso le occasioni di dibattito e di azione sui temi della sicurezza degli edifici e delle persone, nonché della sicurezza nei luoghi di lavoro.

In questa ottica – nei limiti delle funzioni istituzionali demandate dalla legge all’Ente Centrale di Categoria degli Ingegneri e ferme restando le specifiche responsabilità delle Autorità deputate a verificare il rispetto degli standard di sicurezza e agibilità degli edifici pubblici e aperti al pubblico – la sollecitazione proveniente dall’Associazione Disabili Visivi Onlus viene valutata come utile stimolo a concentrarsi su un aspetto del vivere civile talvolta colpevolmente trascurato dalla Società (le possibilità di mobilità e la libertà di movimento delle persone con ridotta capacità motoria o sensoriale e, in particolare, di non vedenti ed ipovedenti).

Si concorda pienamente sulla necessità che nei progetti di nuovi edifici (e nella ristrutturazione degli esistenti) il tecnico progettista debba adeguatamente considerare – tra i molteplici fattori – anche la presenza di segnalazioni e accorgimenti che permettano alle persone non vedenti, ipovedenti e sorde di orientarsi correttamente, riconoscendo le fonti di pericolo.

Allo stesso modo, si concorda sulla importanza dei percorsi e segnali tattilo-vocali sul piano di calpestio, quali strumenti ed ausili idonei a permettere la capacità di orientamento e la sicurezza dei non vedenti e degli ipovedenti.

Il Consiglio Nazionale ritiene infatti che quella sul superamento delle barriere senso-percettive sia una battaglia di civiltà, che deve vedere i professionisti Ingegneri impegnati in prima linea, nella loro attività quotidiana, sia come liberi-professionisti sia come dipendenti, ai vari livelli della Pubblica Amministrazione.

Allo scopo di agevolare l’attività degli Ordini territoriali – a cui si chiede e si raccomanda di promuovere una adeguata e costante sensibilizzazione dei propri iscritti circa il tema in esame – si fornisce di seguito un breve riepilogo della normativa vigente in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.

Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli edifici Scolastici.

L’Istat, nell’ultima rilevazione dedicata alla situazione dell’edilizia scolastica, ha affermato che nell’anno scolastico 2017-2018 soltanto il 32% delle scuole risulta accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche. Mentre il quadro peggiora se si considera la presenza di barriere senso-percettive che ostacolano gli spostamenti delle persone con limitazioni sensoriali: “la percentuale di scuole accessibili scende al 18%”. Nelle regioni del Mezzogiorno si registra la quota più bassa (13%). Se si considerano assieme le scuole accessibili sia dal punto di vista fisco che sensoriale, la quota di plessi scolastici in regola scende all’8% e tocca i valori più bassi ancora una volta nel Mezzogiorno d’Italia (5%).

La ricerca dell’Istituto Nazionale di Statistica prosegue evidenziando come, nonostante la percentuale di scuole accessibili risulti piuttosto bassa, solamente nell’11% degli edifici scolatici sono stati effettuati, nell’ultimo anno, lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

I miglioramenti, in ogni caso, negli ultimi 5 anni, hanno riguardato esclusivamente la riduzione delle barriere fisiche. “La presenza di barriere senso-percettive resta invece stabile nel tempo, intorno al 20% delle scuole”.

Il quadro complessivo che se ne ricava è composto da luci ed ombre, con molti segmenti e spazi per un possibile miglioramento. Occorre pertanto che tutti gli operatori del settore – Comuni, Regioni, Istituzioni scolastiche, imprese e professionisti – prestino particolare attenzione al completo rispetto delle prescrizioni normative in tema di eliminazione delle barriere architettoniche, comprese quelle di ostacolo alle persone non vedenti e ipovedenti, pena il rischio di rilasciare dichiarazioni e attestazioni non conformi alla realtà ed in contrasto con le leggi vigenti.

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