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Flash-mob di ingegneri e geometri cagliaritani

Singolare protesta da parte di ingegneri e Geometri cagliaritani.

 


Flash-mob di ingegneri e geometri cagliaritani

Sembra proprio che tutte le strade per dialogare siano state interrotte. Ingegneri e geometri dell’Associazione X , Ingegneri Cultura e Sport, ha messo in scena nelle strade del capoluogo sardo una singolare forma di protesta. Un Flash Mob. Il popolare raduno pubblico non dichiarato che viene messo in scena in strade e piazze pubbliche per richiamare l’attenzione dei passanti sui problemi relativi ad una categoria. Una protesta pacifica e dal forte impatto mediatico.

Impatto mediatico raggiunto, vista la notorietà che sulla stampa locale e nazionale ha conquistato l’estemporanea manifestazione.

Il messaggio era chiaro ed è stato sottolineato da Maria Sias, presidente dell’Associazione X:

“La burocrazia ha rotto le scatole, e deve cambiare. Non può rovinare la vita dei cittadini”

L’obiettivo, come si legge nella nota stampa diffusa dall’associazione ingegneri Cultura e Sport

“è quello di promuovere azioni e momenti di confronto sull’incentivazione dei processi di sviluppo economico e la programmazione delle politiche urbane e territoriali in Sardegna, con attenzione alle implicazioni che coinvolgono in maniera diretta cittadini, imprese e professionisti, che con l’Associazione culturale X partecipano alla manifestazione”

La manifestazione particolarmente partecipata ha visto presenziare oltre centro professionisti, tra ingegneri e geometri. Tanti i cagliaritani che ostacolati fisicamente e visibilmente hanno potuto leggere le motivazioni della protesta sulle maglie dei partecipanti.

La protesta si lega al generale senso di ribellione e insoddisfazione che le professioni tecniche provano nei confronti di uno stato che , come è stato comunicato anche dai partecipanti all’iniziativa, viene visto come distante e assente. Emblematica la protesta deigli architetti toscani che nelle scorse settemane hanno denunciato il nuovo paesaggistico regionale della Toscana come un vero e proprio “blocca Toscana”. Un classico progetto della burocrazia italiana, dove le categorie professionali non riescono a riconoscersi.

 

 

 






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