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Geologi e ingegneri italiani: sulla geotecnica è guerra aperta

Durissimo intervento del vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi sulla competenza professionale in materia di geotecnica tra geologi ed ingegneri.

 


Geologi e ingegneri italiani: sulla geotecnica è guerra aperta

La risposta del vicepresidente nazionale dell’associazione geologi Dott Vittorio D’Oriano è arrivata. Puntuale e piccata, promette di scatenare polemiche e contro risposte da parte degli organismi degli ingegneri su l’argomento della geotecnica che da sempre genera guerra tra i due ordini di professionisti.

“Cominciamo a dire che ciascuno deve stare al suo posto. Allora si che faremo chiarezza” ha affermato il dottor D’Oriano “sulla questione geotecnica io non posso non richiamare quanto stabiliscono decreti e sentenze. La questione, con buona pace di alcuni che insistono a volerne discutere, è chiusa: la geotecnica è materia concorrente fra geologi e ingeneri”

“Come Consiglio Nazionale Geologi” continua D’Oriano “abbiamo sempre ricercato una strada condivisa per dare senso compiuto a questo termine: concorrente. Oggi apprendiamo che i nostri sforzi, genuini e leali, non solo non sono stati recepiti ma neanche vengono considerati”

Un apertura che a sentire i vertici dei geologi italiani sembra se non tramontata, almeno molto vicina ad esalare l’ultimo respiro.

I geologi, per bocca di D’Oriano, rivendicano il pieno diritto di interloquire e di dire la loro sulla materia geotecnica  “Noi non vogliamo interloquire su tutto ciò che si sviluppa sopra il piano fondazione ma vivaddio abbiamo le competenze, talune addirittura esclusive, di dire la nostra su quanto c’è sotto quel piano e, meglio e più degli ingeneri, abbiamo le conoscenze per armonizzare queste conoscenze a quelle geologiche più generali dell’area: con la loro storia e con la loro evoluzione”  e lo fanno ricordando, agli ingegneri ma anche a tutti coloro che “ fanno finta di non saperlo che le prime idee di microzonazione sismica, ovvero si direbbe oggi sugli effetti locali, e i primi ragionamenti compiuti sugli effetti sismici sulle strutture si sono sviluppate in modo organico in Italia all’indomani del terremoto del Friuli del 1976 e sono stati i geologi ad evidenziare il problema e dare le prime timide, anche se certamente incomplete, possibili soluzioni. Cosi come tutta la geomeccanica degli ammassi rocciosi così cara alla scuola austriaca, fu importata in Italia dal compianto professor Luciano Broili, geologo, del quale proprio quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dalla morte, quando ancora nessun geotecnico italiano neanche si poneva il problema”

Una vera e propria rivendicazione di competenze acquisite sui libri e sul campo che secondo i Geologi italiani non possono essere tenute da parte per mere lotte professionali.

 

L’immagine, vista dall’esterno, è quella di una lotta tra geologi e ingegneri che assume sempre più i contorni di una guerra tra poveri, essendo queste, due professioni che come gli architetti vivono un periodo di crisi particolarmente forte.






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