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Costruzioni: meno spreco di energia, meno tasse e più innovazione

Per rivitalizzare il settore delle costruzioni c’è bisogno di attuare una politica che limiti lo spreco dell’energia, che diminuisca le tasse e che agevoli l’innovazione

 


Costruzioni: meno spreco di energia, meno tasse e più innovazione

Per rivitalizzare il settore delle costruzioni c’è bisogno di attuare una politica che limiti lo spreco dell’energia, che diminuisca le tasse e che agevoli l’innovazione, sono questi gli obiettivi del pacchetto di proposte per far ripartire il settore delle costruzioni,  presentate oggi da Ance e Confindustria nel corso di una conferenza stampa congiunta che si è tenuta in viale dell’Astronomia alla presenza dei Presidenti Claudio De Albertis e Giorgio Squinzi.

“Abbiamo elaborato una serie di proposte da consegnare al Governo in vista della legge di stabilità insieme all’Ance perché riteniamo che la filiera delle costruzioni sia fondamentale per la ripartenza”, ha sottolineato Squinzi in apertura, lasciando a De Albertis il compito di illustrare nel dettaglio i contenuti di un documento congiunto elaborato dalle Associazioni.

 “Abbiamo deciso di fare questo percorso insieme perché mai come ora il sistema industriale è unito e deciso a fare la sua parte per delineare una nuova politica industriale che guardi verso l’innovazione, la ricerca e la sostenibilità” ha affermato De Albertis “dobbiamo incentivare un processo di sostituzione di tutti quegli edifici che, costruiti  prima degli anni ’70, sono obsoleti ed energivori”.

Di qui la proposta, finalizzata alla ripresa delle costruzioni, di detassare l’acquisto di case ad alta efficienza energetica, di estendere al 2016 il bonus del 65% per la riqualificazione energetica e introdurre un’imposta di registro fissa per chi rottama un vecchio edificio.

 

 “La ripresa è dietro l’angolo e noi vediamo con ottimismo alle prossime sfide del mercato perché le imprese di costruzioni che ce l’hanno fatta sono ben attrezzate e sono consapevoli della necessità di promuovere un processo di industrializzazione dei propri prodotti che, allo stesso modo di quanto avviene in altri settori industriali, hanno una data di produzione e una di scadenza, con costi di esercizio e di gestione ben precisi”, cocnlude De Albertis “ma perché il settore riparta ci vuole una scintilla che queste proposte, che ci auguriamo il Governo inserisca nella legge di stabilità, potrebbero innescare”.






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