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In Gazzetta il decreto per incentivare i trasporti verdi

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 188–Serie Generale n. 239 del 12 Ottobre 2016 Il bando del Ministero dell’Ambiente recante “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”.

 


In Gazzetta il decreto per incentivare i trasporti verdi

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 188–Serie Generale n. 239 del 12 Ottobre 2016 Il bando del Ministero dell’Ambiente recante “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”. Il bando stanzia 35 milioni di euro per il programma sperimentale per la mobilità sostenibile, previsto dal Collegato ambientale.

Come precedentemente evidenziato il Decreto (Legge n.221/2015) prevede, tra i vari punti, 35 milioni per il finanziamento di piste ciclabili ed iniziative dei Comuni dedicate a trasporti verdi. Scopo del finanziamento è incentivare le amministrazioni a potenziare gli investimenti sulla mobilità “verde”.

Il Piano prevede “il finanziamento di progetti, predisposti da uno o più enti locali e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di piedibus, di car-pooling, di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro, anche al fine di contrastare problemi derivanti dalla vita sedentaria. Tali programmi possono comprendere la cessione a titolo gratuito di “buoni mobilità” ai lavoratori che usano mezzi di trasporto sostenibili”.

Specificatamente verranno erogati fondi da almeno un milione di euro, presentati da Comuni con più di 100 mila abitanti con esclusione di quei enti locali che non rispettano gli obblighi di comunicazione in materia di qualità dell’aria. Viene, altresì, specificato che ciascun Comune potrà presentare un solo progetto o in associazione con altri. Gli stessi Comuni avranno, poi, tre mesi di tempo per inviare i loro progetti tramite p.e.c. Entro 60 giorni il ministero dell’Ambiente provvederà alla divisione dei finanziamenti con un Decreto apposito. Lo stesso Ministero provvederà a coprire una percentuale compresa tra il 60 e l’80% dei costi totali ammissibili, fino a un limite di un milione per i Comuni singoli e tre milioni per quelli aggregati. L’importo minimo di cofinanziamento sarà di 200mila euro. Gli enti interessati dovranno trasmettere all’esecutivo un cronoprogramma di dettaglio. Questo diventa un requisito fondamentale per incassare il 30% delle risorse. Messo a punto uno stato di avanzamento del 25% del progetto, l’ente incasserà una seconda quota pari al 25%  fino ad arrivare al rendiconto finale. Per la verifica dell’attuazione dei progetti sarà spesa una cifra pari al 4% delle risorse totali stanziate. In caso di mancata esecuzione, il ministero potrà intervenire per la revoca dei fondi.






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