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La centralità del professionista nella valutazione immobiliare

Le modalità per svolgere la valutazione immobiliare si aggiornano alle indicazioni contenute nella direttiva europea sui mutui di prossimo recepimento in Italia.

 


La centralità del professionista nella valutazione immobiliare

Le modalità per svolgere la valutazione immobiliare si aggiornano alle indicazioni contenute nella direttiva europea sui mutui di prossimo recepimento in Italia. Con questo intento sono state elaborate e presentate nei giorni scorsi da ABI le nuove linee guida che fissano i criteri per una univoca attribuzione del valore di mercato agli immobili.

“All’incontro che segna il raggiungimento di questo importante obiettivo” ha affermato il Coordinatore Ingegner Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri “la Rete delle Professioni Tecniche ha concorso con impegno e tenacia, ponendo sul tavolo di lavoro aspetti e i risvolti determinanti”.

Messo a punto di concerto dagli stakeholders del mercato, il documento dell’ABI nasce da un’esigenza legata sia alla sempre più stringente vigilanza europea sul patrimonio immobiliare, sia alla necessità di adeguarsi alla direttiva UE sui mutui, che pone la responsabilità della correttezza della valutazione immobiliare in ordine ai creditori.

A ciò si aggiungono però altri benefici: una corretta valutazione è indubbiamente una forma di tutela per i consumatori e, in particolare, per gli istituti di credito in operazioni finanziarie come le cartolarizzazioni. Non solo. Quando le valutazioni immobiliari sono affidabili, il processo è trasparente, ne traggono vantaggio i titoli e le obbligazioni che derivano dalla fusione del mercato immobiliare con quello finanziario.

In questo contesto si registrano le novità principali del testo dell’ABI che fanno capo alla figura del professionista, di cui si conferma la centralità del ruolo, come aveva da subito e ampiamente sostenuto la Rete delle Professioni Tecniche.

Malgrado sia riconosciuta a livello internazionale, e le buone prassi introdotte da ABI concorrono tutte a promuovere in Italia il requisito del valore di mercato, questa figura nel nostro Paese può ancora essere svolta da innumerevoli figure professionali lasciando ancora aperta la questione dell’aggiornamento e della qualifica professionale in assenza di un albo specifico.

 

Al momento, chi intraprende questo percorso professionale ha due possibilità per dimostrare le proprie capacità professionali: la norma ISO 17024 e la qualifica REV (Recognised European Valuer) di Tegova. In tutto ciò però restano ancora disattesi i criteri di obiettività e di indipendenza inclusi nel codice di condotta ABI, se l’ordinamento professionale a cui appartiene il tecnico non abilita per legge il suo operato.






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