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Comitato strategico Costruzioni: un triennio di intensa attività

Dal 2014 il Comitato UNI di indirizzo strategico per le Costruzioni ha visto una nuova e intensa fase di attività.

 


Comitato strategico Costruzioni: un triennio di intensa attività

Dal 2014 il Comitato UNI di indirizzo strategico per le Costruzioni ha visto una nuova e intensa fase di attività. Giunti a conclusione del triennio, il Presidente Sergio Fabio Brivio ha tracciato un quadro complessivo del lavoro svolto, grazie al quale sono stati rilanciati alcuni temi particolarmente significativi per il settore.

Come punto di partenza è stato sottolineato da un lato il crescente riconoscimento del valore della normazione quale strumento tecnico di linguaggio comune a livello internazionale, dall’altro la preoccupazione, condivisa da molti operatori del settore, per il livello di complessità del quadro regolamentare, in particolare quello comunitario sui prodotti da costruzione, che ha visto recentemente il passaggio dalla “storica” direttiva 89/106 al regolamento 305/2011 (CPR) che fissa le condizioni per l'immissione o la messa a disposizione sul mercato dei prodotti da costruzione, stabilendo disposizioni armonizzate per la descrizione della prestazione in relazione alle loro caratteristiche essenziali e per l'uso della marcatura CE.

Un più ampio e diffuso uso delle norme volontarie consensuali può essere la chiave di volta per far crescere ed evolvere il settore delle costruzioni secondo modelli di qualità, garantendo al contempo un vantaggio competitivo per gli operatori che le adottano.

Un esempio emblematico del ruolo che le norme volontarie possono ritagliarsi in questo contesto è rappresentato dal BIM (Building Information Modelling), un argomento che è stato seguito in questi tre anni con particolare attenzione dal Comitato Costruzioni.

Un altro tema è invece il nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016 n. 50) che disciplina l’intera materia degli appalti e delle opere pubbliche. Nel nuovo Codice vengono stabilite le caratteristiche delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza nonché i requisiti che gli operatori economici devono necessariamente possedere nonché le procedure competitive e non competitive che devono essere seguite per affidare contratti pubblici.

 

Il testo presenta coerenza e interazione con il quadro normativo UNI, particolarmente là dove il nuovo Codice degli Appalti introduce, per la prima volta nel nostro Paese, l'uso della modellazione elettronica e informativa per l'edilizia e le infrastrutture, avviando così ufficialmente la transizione digitale per il settore delle costruzioni.






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